Sono una farfalla
Poesia di Alma M. Seksich, poetessa 91enne
Sono una farfalla
al sole del tramonto
accecata dal bagliore
di una maturità
fatta Storia.
E vago in giardini immaginari,
vecchia monaca
dal velo consunto
mi soffermo alla pietà
del tempo
quella pietà assente
da una umanità
dove imperversa
quel “io sono”.
E mi perdo a guardare i cenci di una gente
consunta dalla sete.
Sete: espressione di chi cerca una mano.
È un tempo senza mani monco nelle sue espressioni di durezza,
la stessa durezza
dell’assurdo contrasto di opinioni.
Una umanità da balcone sfiorito
che non sa dire :
“si si” “no no”
Vagano le opinioni, barchette di carta
in una bacinella.
Così è il mondo
una bacinella di acqua sporca dove un dio
si è sciacquato i piedi
imbrattati di ipocrisia,
acqua da far bere a chi soffre dietro una porta chiusa.
Il vivace “mida”
beve gorgogliando
il suo cocktail
senza sapere, né pensare al fuoco
dell’ultima estate,
lava fatale bruciore intenso di un giornale
fatto stoppino
per legnetti raccolti.
Dio ci guarda pensando
che siamo tutti legnetti di bosco,
prede di una fiamma
accesa da un bambino,
innocenza a cui tornare
come salvezza.


